Il minimo di sé apre al mondo

Questa mattina ho letto 4 Things Emotionally Intelligent People don’t do, un ottimo articolo che sviluppa un pensiero meravigliosamente semplice:

Improving your emotional intelligence is often about what you do less of, not more of.

Nick Wignal

da cui la mia mente è volata a come si presentano un romanzo, un racconto o più in generale ogni storia che conquista gli animi: senza nulla in più di ciò che serve per non essere autoreferenziale e, di conseguenza, aprire le porte di un nuovo mondo a chi legge o ascolta.

Mi spiego.

Nell’articolo citato, Nick Wignal evidenzia come l’intelligenza emotiva sia il frutto dell’assenza di tre comportamenti:

  • criticare gli altri, come artificio per incensare se stessi (mia nota: una forma principe dell’autoreferenzialità),
  • temere il futuro, come difesa dal mondo esterno (mia nota: altra forma di autoreferenzialità),
  • rimuginare sul passato, come rifiuto di ogni insuccesso (mia nota: ulteriore e suprema forma di autoreferenzialità).

Per intenderci: con autoreferenzialità mi riferisco all’atteggiamento per cui una persona, così come un discorso sostenuto da tale persona, abbia la persona stessa come misura del mondo.

Ora, nel momento in cui si toglie per aggiungere valore, il minimalismo si esprime nella sua luce più fertile e nel confronto tra psicologia e umana e narrazioni umane si comprende l’identità dei due termini: l’uomo è narrazione, l’uomo è storia.

Così come la persona emotivamente intelligente è quella che ha lasciato il porto di se stessa e naviga verso nuovi mari e paesaggi, così il racconto emotivamente intelligente è quello che ha abbandonato l’autore e dà inizio ad un viaggio in chi lo legge o l’ascolta.

Caro lettore, pensa al libro, film o fiaba che ti abbia commosso e cambiato più di ogni altro. Scoprirai che:

  • non ha bisogno di confrontarsi con nulla (alias, non critica, neanche implicitamente, nessun’altra narrazione),
  • porta in sé i semi del suo seguito (alias, non teme il futuro),
  • non è una mera ripetizione (alias, non rimugina sul passato).

Nello specchiarsi dell’uomo nel racconto, e del racconto nell’uomo, si evidenzia come il minimo di entrambi apre ciascuno al mondo.

Ed è creazione.

Ed è vita.

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