Minimalismo e fondamenta: chiarezza ed equilibrio

Fondamenta

Osserviamo insieme la foto con cui si apre il post: che cosa evoca?

Inizio e semplicità.

In quella foto pare di avvertire l’energia con cui il presente spinge un progetto verso il futuro, quando questo è così definito che con la mente di oggi già si vede che cosa sarà domani. L’inizio.

Con la stessa forza, emerge la semplicità: tutto è sotto il cielo, letteralmente, e nessun meccanismo nascosto è ancora all’opera.

Inizio e semplicità: tempo e spazio in configurazione minima e ciononostante sufficienti a delineare ciò che ancora non è. Una sorta di sovrapposizione tra presente e futuro.

Ed ecco apparire il legame profondo tra il minimalismo e quel simultaneo apparire di presente e futuro: la chiarezza.

Non tutte le persone amano la chiarezza, o meglio: non tutte accettano di buon grado che la chiarezza possa, anche solo accidentalmente, svelare ciò che vogliono mantenere celato.

Nonostante quella perversione, la chiarezza ha il potere, in ogni caso, di smuoverci l’animo, come facendoci fare un viaggio tra epoche diverse.

La chiarezza è un viaggio nel tempo; anzi: è un momentaneo sparire dello scorrere del tempo.

Quando tempo e spazio sovrabbondano, allora tutto è confuso e informe: il disegno del disfacimento.

Chiarezza

Quanto tempo e spazio si fanno minimi e si abbracciano, allora viviamo la chiarezza.

Osserviamo la foto qua sopra: un terreno, un albero, un cielo con la luna e padre e figlia per mano. Manca qualcosa? C’è qualcosa di troppo?

Ecco l’essenza del minimalismo: l’equilibrio che si ottiene dall’aver tolto tutto ciò che non è fondamenta, senza aver ancora aggiunto il superfluo coriandolare del futuro che sopravanza.

Per questo siamo minimalisti.

Stay tuned!

Un pensiero riguardo “Minimalismo e fondamenta: chiarezza ed equilibrio

  1. Porti un’idea di minimalismo molto diversa da quella che avevo in testa io. Lo vedo dal tipo di arte che presenti come minimalismo e da come l’hai descritta. Se sulla prima foto condivido appieno, sulla seconda foto ho trovato una divergenza di alcune idee mie con le tue. Forse un po’ per la mia difficoltà al sovrapporre a una foto così “romantica” il minimalismo, o semplicemente per il fatto che non riesco a pensare la natura come minimalista. C’è una complessità di fondo, una confusione anche sul semplice velo anima-manifestazione sensibile che non mi fa sentire chiaro un po’ tutto il regno vivente. Anche la semplice distinzione fra sessi, o il rapporto di parentela non riesco a inquadrarlo nell’ottica del minimalismo. Forse solo per ignoranza mia, perché di questa corrente ho solo un’idea, ma non mi sono mai informato.

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